Primo novembre, Ognissanti, la Confraternita della Sacra Spina e Gonfalone dedica questa giornata alla preghiera e alla visita ai confratelli defunti che riposano nel cimitero comunale di Vasto. E’ un gesto fraterno che il nostro assistente, don Domenico Spagnoli, ha definito “pellegrinaggio orante” perché chiamati a ricordare.
A differenza dal passato la Confraternita si è ritrovata nella chiesa di Santa Maria Maggiore alle 10:15 per partecipare alla santa messa. Cambio di orario che ha consentito al nostro assistente e parroco di accompagnarci in questa pia iniziativa nei riguardi di quanti hanno indossato la mozzetta azzurra con la croce biancorossa e non sono più tra noi, perché passati alla gloria di Dio.
E nella solennità che il vangelo di san Matteo ci porta a riflettere sui “beati” mostrandoci la via dell’amore indicandoci il cammino in divenire dove si gioca la nostra vita quotidiana alla ricerca di Dio. «Oggi dobbiamo vincere la tristezza – ha spiegato don Domenico – perché siamo chiamati alla santità facendo il nostro dovere per vincere il male con il bene».
Santità quotidiana, alla quale siamo chiamati, ricordando che siamo essere fragili eppure «Dio ci ha preparato un posto in paradiso».
Al termine della messa il ritrovo all’ingresso antico del cimitero per un preghiera e la deposizione di un lumino accompagnati, per la prima volta in assoluto, dall’assistente della Confraternita.
Venti lumini accesi per Antonio Parente, Luigi Pracilio, Bruno Simionato, Angelo Ialacci, Fernando Calvano, Marco Pracilio, Antonio Sorgente, Silvio Petroro, Giuseppe Trovarelli, Giuseppe Ruzzi, Giuseppe Bucciarelli, Aurelio Autunno, Carlo Foia, Antonio Galasso, Vincenzo Ialacci, Nicola Cinquina, Cesario Del Roio, Valter Marinucci, Gino Del Casale e Nicola Del Casale. Uno in più anche per don Nicola Di Clemente, per anni indimenticato parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore.
All’appello dei venti confratelli defunti mancavano Andrea Schieda e fratel Pietro del Grosso che riposano in altri cimiteri ma anch’essi ricordati con l’eterno riposo.
“La luce del tuo Volto splenda su di lui o Signore; per la tua misericordia sia ammesso nel tuo Regno, nella tua gioia e nella tua pace ti lodino in eterno. Amen”. Sono le parole con la dedica personalizzata apposta sui lumini.
E poi la lettura del “cammino”, predisposto dal vicepriore Angelo Primiano e la recita di una preghiera laica, costruendo un percorso di fede, dedicata a ogni confratello e letto a turno da ogni confratello.
Si nasce copia, si muore originale. (Anomino)
• 1 novembre 2022
PREGHIERA PER I NOSTRI CONFRATELLI DEFUNTI































