La lettera ai fedeli di Chieti-Vasto del cardinale Mauro Gambetti

La lettera ai fedeli di Chieti-Vasto del cardinale Mauro Gambetti

Carissimi Fratelli e Sorelle,
non è facile descrivere i sentimenti che ho nel cuore in questo momento. Non ho
ancora visto i vostri volti né ascoltato le vostre voci, ma la chiamata del Santo Padre a servire
la Chiesa di Chieti-Vasto ha immediatamente aperto nel mio cuore uno spazio per voi.
Fin dall’inizio della mia vocazione religiosa una frase del Testamento di Francesco di
Assisi mi è risuonata dentro come determinante: «Il Signore mi dette dei fratelli». Ora, oggi,
questa locuzione parla di voi, del dono che siete diventati per me e di quello che
costruiremo insieme. Sono immensamente grato al Signore che mi ha affidato a voi, per una
fraterna cura reciproca.
In me, alla riconoscenza e all’affetto che di giorno in giorno matura nella preghiera
per voi, si aggiunge la trepidazione per una responsabilità così importante. Nella chiesa infatti,
e in particolare in quella chiesa che siete voi, si realizza la presenza del Signore Risorto che è
fonte di speranza, luce e sale per il mondo intero. Servirvi, dunque, custodirvi, favorire le
vostre vite e la vostra ricchezza, è ciò che desidero fare con tutte le forze e d’altra parte temo
di non essere all’altezza di un tale compito. Vi chiedo perciò di pregare per me, perché possa
essere per voi un pastore secondo il cuore di Dio.
Spero di camminare con voi sulla via del Vangelo, di approfondire insieme il nostro
incontro con Cristo e così costruire una fraternità che possa nutrire anche gli uomini e le
donne delle vostre terre che non si sentono parte della chiesa. Confido in ciascuno di voi, ma
in particolar modo nei religiosi, nelle religiose e, su tutti, nei “miei” presbiteri e diaconi. Essi
già vi amano e da parte mia li riconosco fin d’ora come indispensabili e preziosi collaboratori
al mio stesso ministero, perché tutto il corpo della chiesa cresca nella comunione e nella
missione fino alla sua piena maturità.

Un pensiero pieno di gratitudine va anche al vostro caro vescovo Bruno. Non posso
dire io quanta vita e quanta cura sia passata fra voi in questi 22 anni, posso però accogliere
con gioia il generoso dono che mi fa di introdurmi fra voi e ringraziarlo con voi per ciò che
ha operato e insegnato. Che il Signore gli conceda per gli anni a venire di ristorarsi in Lui e
di continuare a seminare la Parola nella vita delle persone che porrà sulla sua strada. Quando
vorrà, troverà sempre in noi una famiglia che lo attende.
Vi ringrazio fin d’ora per quanto vorrete condividere con me. Il mio desiderio è di
incontrarvi davvero tutti e tutte e di conoscere la vostra storia, le vostre tradizioni e i luoghi
in cui le istituzioni e le persone della “nostra” terra vivono, lavorano, studiano, soffrono e si
prendono cura delle fragilità.
Affido questo tempo a Maria, che invocate come Vergine dei Miracoli, perché ci accompagni
sulla strada del discernimento, del discepolato e della fede. Con lei ci stringiamo anche ai
vostri santi patroni e a tutti i santi e le sante di cui non sappiamo i nomi, ma che dopo aver
vissuto in questa chiesa, godono la vita di Dio.
Vi saluto e vi benedico con fraterno affetto
Mauro Card. Gambetti
Arcivescovo eletto di Chieti-Vasto

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