Conclusione del mese mariano nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Vasto con la celebrazione di una santa messa e processione nel giorno in cui la Chiesa celebra la visitazione della Beata Vergine Maria. Ieri, mercoledì 31 maggio, la Confraternita della Sacra Spina e del Gonfalone è stata presente alla messa vespertina presieduta dal parroco e assistente spirituale della Confraternita, don Domenico Spagnoli.

Molto profonda e diretta l’omelia di don Domenico che ha indirizzato la sua riflessione su “Colei che ha accolto l’annuncio e si è messa in viaggio. La visita di Maria alla cugina Elisabetta “perché lei per prima è stata visitata dalla grazia di Dio, non tanto per la conferma dell’annunciazione, ma per vivere la carità a chi ne ha bisogno”.  Da qui il rimando “a chi fa danzare di gioia il piccolo Giovanni che Elisabetta ha in grembo” perché solo chi vive nella gioia, vive la fede”. Le parole del nostro assistente spirituale sono stato un vero e convinto inno alla gioia in grado così come Elisabetta ha gioito della grazia di Maria “e sa gioire della propria condizione trasmettendola agli altri ai quali viende data una grazia speciale”.

Don Domenico ha provocato la Confraternita e i fedeli presenti con una affermazione inequivocabile quanto diretta: non sappiamo più gioire della nostra condizione perché accecati dall’invidia e dove c’è invidia non c’è fede! Pertanto “liberiamoci delle nostre tristezze e attraverso la fede, che si vive con piccoli gesti, portiamo ciò che si ha nel cuore chiedendo di essere guariti dal male che abbiamo nel nostro cuore per vivere come Maria colei che ha saputo accogliere l’annuncio”.

Alla termine della Santa Messa processione all’interno del sacro tempio e deposizione di fiori ai piedi della statua della Vergine Maria.

IL VANGELO DEL GIORNO

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
(Lc 1,39-56)